Visibilità sugli asset che sostengono il credito.
BioEcoMetria è una piattaforma di collateral & asset monitoring per banche, arranger e assicurazioni. Organizza e rende osservabili i dati che descrivono consistenza, valore e movimentazioni degli asset sottostanti a linee di credito, garanzie e operazioni strutturate.
Primo caso applicativo: stock agroalimentare a lunga stagionatura in pegno rotativo.
Cosa deve sapere chi finanzia un asset
Il monitoring trasforma dati operativi distribuiti in una vista strutturata sull'asset che sostiene l'esposizione.
ESISTENZA
L'asset atteso risulta presente nelle fonti operative disponibili?
CONSISTENZA
Qual è la quantità osservata e come varia nel tempo?
UBICAZIONE
Dove è registrato o custodito l'asset e quando cambia posizione?
VALORE
Quale valore viene attribuito all'asset, con quale fonte e a quale data?
MOVIMENTAZIONI
Quali ingressi, uscite, vincoli e svincoli modificano il collateral?
COPERTURA E ANOMALIE
Come cambia la relazione tra asset, esposizione e soglie definite dal finanziatore?
Come funziona
BioEcoMetria collega le fonti operative relative agli asset al processo di monitoraggio, organizzando dati, variazioni ed evidenze per banche, arranger e assicurazioni.

Approfondisci il modello

Una vista comune per soggetti diversi
Banca
Osserva il collateral e le sue variazioni nel tempo.
Arranger
Organizza e confronta le informazioni relative agli asset sottostanti.
Assicurazione
Accede alle evidenze disponibili sugli asset rilevanti per il processo di valutazione del rischio.
Il primo banco di prova: asset agroalimentari a lunga stagionatura
Questo dominio applicativo presenta contemporaneamente molteplici unità fisiche, dinamiche di aging, variazione progressiva del valore, frequenti movimentazioni e vincoli contrattuali. L'affidabilità del dato richiede il confronto continuo tra fonti prezzo multiple e verifiche fisiche periodiche, offrendo un banco di prova ideale e particolarmente complesso per testare la solidità del modello di monitoraggio BioEcoMetria.
Esplora il caso del pegno rotativo